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bagni pubblici bellinzona

Bagno pubblico di Bellinzona: restauro e riqualificazione

Restauro e riqualificazione

Per il Bagno Pubblico di Bellinzona dopo i lavori di restauro e riqualificazione eseguiti durante i mesi di chiusura invernale.

Degmo ha partecipato all’intervento con un ruolo tecnico preciso, operando su una struttura degli anni ’60 progettata dagli architetti Galfetti, Trumpy e Ruchat – tutelata come bene culturale di interesse cantonale nel piano del paesaggio del Comune di Bellinzona.

IL PROGETTO

L’intervento è stato particolarmente delicato. Ogni scelta è stata guidata dal principio della conservazione materiale: ciò che era restaurabile è stato restaurato, ciò che non era più recuperabile è stato ricostruito nel pieno rispetto dei materiali e delle forme preesistenti.

Il progetto di restauro è firmato dall’arch. Carola Barchi dello studio Galfetti Associati Sagl. La direzione lavori è stata affidata all’arch. Speroni dello studio Marco Bondini Sagl, che ha coordinato efficacemente le attività permettendo di concludere i lavori nei tempi previsti, contestualmente alla riapertura estiva della struttura.

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COSA ABBIAMO REALIZZATO

 

All’interno degli spogliatoi Degmo si è occupata della sistemazione dei divisori, della realizzazione dei nuovi spazi docce e del restauro degli appendini metallici esistenti. Il lavoro principale ha riguardato la ricostruzione degli armadietti metallici: realizzati ex novo secondo una nuova scansione di formati più in linea con le esigenze attuali, ma nel totale rispetto della soluzione costruttiva originale — stessi materiali, stessa logica di dettaglio, stessa relazione con lo spazio.

 

All’esterno degli spogliatoi sono stati realizzati nuovi cancelli e restaurati quelli esistenti. È stata eseguita la risistemazione di tutti i cestini dell’area. Il lavoro conclusivo, e forse il più visibile, ha riguardato la realizzazione di tutti i fermavetri metallici necessari a ospitare le nuove vetrate colorate — fornite dalla vetreria Eredi fu Costantino Chiesa di Chiasso. Un dettaglio che racconta bene il livello di cura richiesto da questo cantiere: la metalcostruzione al servizio di un elemento artistico, in un contesto vincolato.

Pareti divisorie in fase di restauro

Pareti divisorie in fase di restauro

Armadietti originali prima dello smontaggio

Armadietti originali prima dello smontaggio

UNA NOTA SUL METODO

Lavorare su un bene culturale significa accettare un vincolo preciso: nessuna interpretazione, nessuna licenza estetica. La sfida non è portare qualcosa di nuovo, ma garantire che ciò che viene rifatto sia indistinguibile da ciò che c’era.

È un tipo di competenza diverso dalla nuova costruzione — richiede conoscenza dei materiali, lettura attenta del dettaglio originale e rispetto per il lavoro di chi ha costruito prima di noi.



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