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scale sterne di emergenza degmo lugano

Scale esterne di sicurezza

Una scala di emergenza non è una scala normale

Una scala esterna di sicurezza ha un compito specifico: permettere a chi si trova all’interno di un edificio di uscire rapidamente e in modo ordinato quando le scale interne sono inaccessibili — per fumo, fuoco, o crollo parziale. Non serve per salire e scendere ogni giorno. Serve in quel momento preciso, quando tutto il resto ha smesso di funzionare.

Questo cambia completamente l’approccio progettuale. Ogni dettaglio — la larghezza dei gradini, l’altezza delle ringhiere, la solidità dei parapetti, il tipo di pavimentazione dei pianerottoli — viene dimensionato per resistere a una folla in movimento, sotto stress, in condizioni meteo avverse, di notte o con visibilità ridotta. Non è edilizia ordinaria. È un dispositivo di salvaguardia della vita.

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SCALA ESTERNA: Quando è obbligatoria?

In Svizzera, l’obbligo di dotare un edificio di una via di fuga verticale esterna dipende da una combinazione di fattori: la destinazione d’uso dell’edificio, il numero di persone che lo occupano, la sua altezza e la disposizione delle uscite interne. La normativa di riferimento è quella dell’AICAA — l’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio — dichiarata vincolante su tutto il territorio nazionale, integrata nel Canton Ticino dalla legge cantonale sulla protezione antincendio.

In sintesi: edifici industriali, commerciali, scuole, alberghi, strutture sanitarie e residenze collettive sono quasi sempre soggetti a obbligo. Ma anche molti edifici residenziali di medie dimensioni.

Il punto importante è questo: in caso di nuova costruzione, ampliamento significativo o cambio di destinazione d’uso, il Cantone richiede un concetto di protezione antincendio completo. La scala di emergenza è spesso parte di quel concetto.

Come deve essere fatta: i criteri fondamentali

La normativa svizzera — in particolare le direttive VKF sulle vie di fuga e la norma SIA 358 sui parapetti — stabilisce requisiti precisi.

Li traduciamo in termini concreti, senza tecnicismi:

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i pianerottoli

devono avere una pavimentazione a maglia o grigliato che lasci defluire pioggia e neve, evitando accumuli scivolosi. Ogni accesso ai piani deve essere dotato di una porta che si apra dall’interno anche senza chiave, che si richiuda da sola e che abbia una resistenza al fuoco certificata.

le ringhiere

devono essere abbastanza alte secondo SIA 358 e costruite per reggere la pressione di molte persone contemporaneamente, non solo per impedire a qualcuno di cadere accidentalmente.

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i gradini

devono essere abbastanza larghi e profondi da consentire una discesa rapida senza inciampi. La rampa non può superare i 15 gradini senza un pianerottolo di riposo.

la struttura

deve essere realizzata con materiali incombustibili — l’acciaio è la scelta standard — e non ci possono essere sporgenze o ostacoli nei due metri di altezza dal piano di calpestio.

Infine, la struttura è certificata secondo la norma EN 1090.
Non è un dettaglio burocratico: è la garanzia che il prodotto è stato fabbricato con un sistema di controllo qualità verificabile e documentato.

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L’acciaio zincato a caldo: perché è la scelta giusta per il Ticino

Le scale di emergenza stanno all’esterno per tutta la loro vita — decenni, in tutti i mesi dell’anno. In Ticino questo significa piogge abbondanti in primavera e autunno, neve e ghiaccio in inverno, irraggiamento UV intenso in estate, sbalzi termici continui tra notte e giorno.

Qualsiasi rivestimento organico — vernice, epossidico, primer — in questo contesto ha bisogno di manutenzione periodica e va rifatto nel tempo.

La zincatura a caldo funziona in modo diverso. Non è uno strato che ricopre l’acciaio: è un legame metallurgico che si forma immergendo la struttura in zinco fuso. Lo zinco penetra nella superficie dell’acciaio e si fonde con essa. Il risultato è un materiale composito che non si scolla, non si scheggia e che — anche se graffiato — continua a proteggere grazie alla cosiddetta protezione catodica: lo zinco si ossida al posto dell’acciaio.

La norma internazionale ISO 14713 documenta durabilità superiori a 40 anni in ambienti industriali e una manutenzione sostanzialmente nulla nei primi 20-25 anni in condizioni standard. Sull’arco di vita di una struttura permanente, il risparmio di manutenzione compensa ampiamente il costo leggermente più alto del trattamento iniziale. E a fine vita, l’acciaio zincato è riciclabile al 100%.

Per contesti residenziali o architettonicamente più curati, la verniciatura a polvere epossidica o le finiture in acciaio inox offrono alternative esteticamente più raffinate, mantenendo un’ottima protezione.

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IL PROGETTO
Scala di emergenza a Lugano

Uno dei lavori più recenti che abbiamo completato è una scala di emergenza esterna su un grande edificio industriale a Lugano. La commessa nasce in modo tipico: l’obbligo normativo di dotare l’edificio di una seconda via di fuga conforme alle prescrizioni antincendio VKF, su una facciata in lamiera grecata già esistente e con quattro livelli da collegare.

La parte più delicata del progetto non era la scala in sé, ma la sequenza di montaggio. La struttura doveva attraversare un aggetto di solaio esistente, e il cantiere non poteva interrompere l’attività dell’edificio. Questo ha richiesto una prefabbricazione completa in officina di tutti gli elementi, con una pianificazione molto precisa di quando e come assemblare ciascun pezzo in opera. I giorni di lavoro effettivo sul cantiere sono stati ridotti al minimo.
La struttura è in acciaio S355 zincato a caldo. Le rampe seguono una doppia direzione per adattarsi alla geometria della facciata. I pianerottoli hanno pavimento a maglia elettrosaldata, che garantisce visibilità verso il basso, deflusso dell’acqua e una superficie sicura anche bagnata.

Nella scala c’è una porta sola, con maniglia antipanico a scendere, che serve ad impedire l’accesso diretto dal piazzale (che è aperto al pubblico) al tetto dell’edificio, ma garantisce comunque la via di fuga dal tetto al piazzale.

I parapetti rispettano la norma SIA 358.

Il risultato è un’opera che non si vede, nel senso migliore: si integra nella facciata, non disturba la lettura dell’edificio, e fa esattamente quello per cui è stata progettata.



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